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martedì 21 maggio 2013

Ableton Push - nuovo controller Akai





Ableton Push è una superficie di controllo pad-based che sta per cambiare totalmente il modo di rapportarsi con Ableton Live e, se sei completamente nuovo a questo incredibile ambiente DAW-style per la creazione di musica, allora questa è davvero una bella sorpresa. Infatti Push viene fornito con una copia di Ableton Live 9 Intro, quindi è il posto perfetto per iniziare. Con una matrice di 64 fantastici pad sensibili al tocco/velocity, otto encoder multifunzione e tutti i comandi dedicati che si possano chiedere, Ableton Push ti dà un controllo all-access su Ableton Live che nessun altro può offrire.
 

venerdì 20 maggio 2011

Controller DJ - quale scegliere?


Nell'ultimo anno i marchi professionali si sono impegnati nel lancio dei controller MIDI di fascia alta: Pioneer, Denon e Native-Instruments hanno aggiunto i loro modelli a quelli già presenti sul mercato della Vestax e dell'Allen&Heath. Questo post vuole evidenziare i punti di forza e le peculiarità di ciascun prodotto in modo da rendere più agevole la scelta del controller più adatto all'esigenza specifica del dj.

Nella scelta del controller si deve valutare sia il software che decidiamo di usare sia il prodotto hardware in sè. I principali software sono ovviamente Serato ITCH e Traktor oltre a Virtual DJ, anche se quest'ultimo è solitamente utilizzato sui prodotti di fascia più economica. Non si vuole qui entrare nei dettagli delle differenze delle funzioni dei due software, ma si può specificare solamente che Serato permette un'installazione più semplice senza bisogno di alcuna configurazione ed è generelamente considerato più stabile e leggero, inoltre garantisce gli aggiornamenti gratuiti (a breve uscirà la versione definitiva del 2.0), mentre Traktor è decisamente più completo di effetti, soprattutto dedicati alla musica elettronica, e nella versione Pro2 ha introdotto i sample decks che permettono di effettuare dei veri e propri copia incolla musicali. Si ricorda anche che i controller nativi con Serato possono essere utilizzati comunque anche con Traktor, mentre i controller sviluppati per Traktor (o altri software) non possono essere utilizzati con ITCH. Veniamo ora ai controller!


Native-Instruments Kontrol S4: controller direttamente prodotto dalla casa sviluppatrice di Traktor ed è sicuramente il più indicato per sfruttarne le nuove caratteristiche. L'ergonomia è stata appositamente studiata per il controllo del Pro2, è completamente in plastica con gli stessi componenti già visti su Maschine e Kontrol X1, ha la scheda audio integrata e offre la possibilità di supporto dei sistemi timecode o di collegare altre periferiche esterne in ingresso (sempre però tramite la scheda audio e relativo driver, no mixer hardware interno). Consigliato per chi è sempre meno interessato a mixare manualmente (le jog e il pitch sono abbastanza ridotti) e vuole sfruttare il sync interno per potersi dedicare a tempo pieno all'uso dei loop, dei sample e alla miscelazione degli effetti, include il Traktor Pro2 completo.



Denon dn-mc6000: prodotto decisamente solido, interamente in lega metallica, gestisce 4 deck in uno spazio molto contenuto, qualità dei componenti hardware elevata e soprattutto ha il punto di forza nel mixer digitale interno in grado di funzionare anche senza software (in caso di problemi con il pc si può lanciare subito una traccia da un player esterno), completo di numerosi ingressi, di uscite bilanciate XLR e uscita monitor. Impostazione professionale, perfetto per chi deve gestire microfoni e strumenti esterni e si vuole collegare direttamente alle casse. Già nativo sia per Traktor che per Virtual Dj include però solo il software LE a vantaggio di un prezzo più basso rispetto ai concorrenti.

Allen&Heath DX: primo controller a gestire 4 deck, ottima qualità dei componenti, gli stessi di tutta la serie xone, e particolare attenzione alla qualità dell'audio. Concepito per Serato ITCH (versione completa inclusa) offre la mappatura di tutte le funzioni del software, usicta XLR, booth, rec e ingressi per periferiche esterne ma sempre tramite la scheda audio (non ha un mixer interno). Il pitch è solo tramite un potenziometro rotativo, prodotto quindi quasi dedicato all'uso in sync delle tracce ma che offre notevoli potenzialità grazie al grande numero di controlli.

Pioneer DDJ S1: versione per Serato a 2 deck del DDJ, offre un approccio classico per chi è abituato all'uso dei cdj. Le jog, il pitch e i tasti play e cue sono gli stessi della serie cdj di Pioneer ed è il controller più indicato per chi vuole effettivamente mixare ad... orecchio (non tutti i generi musicali sono adatti alla funzione sync!). Monta un mixer hardware digitale vero e proprio completo di vu-meter molto precisi anche se gli ingressi sono limitati. Presenti tutti i potenziometri e pulsanti per la gestione di ITCH di cui ricalca ergonomicamente tutte le funzioni, controllo dedicato anche per la modifica della beat-grid, superficie ampia e strip touch per l'avanzamento traccia.

Pioneer DDJ T1: stesso discorso fatto perl'S1. Il controller è perfetto per chi vuole sfruttare la manualità acquisita con i cd-player di Pioneer, strip touch per avanzamento traccia e potenziometro per la beat-grid. La versione per T1 è però dedicata a Traktor e pilota 4 deck e altra differenza è solamente controller (no mixer hardware): questa soluzione offre meno spinta del segnale sia sul master che in cuffia rispetto all'S1. Versione di Traktor Pro2 apposita per il controller Pioneer, tutti i comandi sono appositamente sviluppati per il software Native-Instruments e il controller ricalca ergonomicamente le funzioni visualizzate sullo schermo.


Vestax vci300 mk2: nuova versione di quello che è stato il primo controller professionale. Molto curato esteticamente è sviluppato per Serato ITCH e viene accoppiato al VFX-1 per l'uso degli effetti. Davvero ottime le jog che offrono un feeling molto elevato, ideale per chi vuole mixare, dedicarsi in parte allo scratch e giocare con i punti di cue: regolazione di tutte le curve di taglio e dell'attrito delle jog. Il vci300 è solo controller, offre la possibilità di ingressi esterni e ha le uscite master e booth ma sempre tramite scheda audio.

martedì 15 marzo 2011

Dj In Progress


Verdedj è lieta di presentare "Dj in Progress", la prima fiera a ingresso libero dedicata interamente alla djing culture. Sabato 30 Aprile a partire dalle ore 14.00 presso lo spazio polifunzionale Espace di via Mantova 38 a Torino saranno presenti tutti i più importanti distributori dei marchi professionali per l'equipaggiamento dj con stands, demo, workshop e testimonial.

Presto online il programma della giornata con tutti i dettagli!

mercoledì 2 febbraio 2011

Tutorial: effetti esterni

Molti dj spesso utilizzano unità effetti esterne per la personalizzazione dei loro set. Le unità effetti, in generale, processano un segnale in ingresso restituendo in uscita il suono modificato per mezzo di delay, echi, riverberi, filtri, distorsori, modulatori ecc ecc spesso editabili nei relativi parametri di controllo, possono essere equipaggiate anche di altre funzioni (unità di loop, campionatori), permettono la miscelazione fra l'intensità dell'effetto e il segnale originale e la gestione dei gain. In questo post si vuole approfondire non tanto le differenze fra i vari prodotti ma piuttosto come gestire gli effetti che non sono già integrati nel software o nel mixer. Quando si acquista un'unità esterna ci si trova con "sto coso" in mano, si ha voglia di iniziare subito a smanettare ma... dove e come si monta??

L'impostazione base è di montarla sull'uscita master del mixer e di collegare poi l'uscita dell'effetto alle casse audio. Questa configurazione ha 2 grossi inconvenienti: primo non si può assegnare l'effetto al singolo canale del mixer ma si può solo processare genericamente il segnale di uscita, secondo può essere adatta in un ambiente domestico con lo stereo di casa ma non può essere assolutamente utilizzata su un impianto superiore in quanto non si ha nessun controllo sulla distorsione e sui picchi di segnale.

Il metodo più corretto è di utilizzare le mandate (e ritorni) effetti dei mixer: tramite l'uscita "send" il segnale viene inviato all'effetto che dopo averlo processato lo rispedisce al mixer nell'ingresso "return". Il mixer gestisce il routing del segnale permettendo l'assegnazione dell'effetto a ogni singolo canale tramite appositi potenziometri o pulsanti . Ovviamente bisogna avere un mixer dj con tali caratteristiche, quindi è necessario valutare anche questo tipo di aspetto quando si sceglie un mixer, che sia analogico o digitale. Ogni mixer gestisce in modo diverso le unità effetti esterne, quindi se si è interessati a questa caratteristica e bene informarsi in modo preciso prima dell'acquisto. Su alcuni prodotti il segnale processato viene semplicemente aggiunto a quello originale (quindi la "mandata" massima dell'effetto sarà al 50%) rendendo inutile l'uso delle modulazioni o dei filtri (segnale originale + segnale filtrato= segnale originale con leggera risonanza), altri invece lo sostituiscono completamente rendendo meno intuitivo l'uso dei delay e dei riverberi.

Le tipologie di mandate effetti sono 3: post fader, pre fader, insert.

POST FADER: l'effetto viene sommato al segnale del canale solo se il volume è alzato, solitamente si trova un potenziometro (a volte un pulsante) su ogni canale per permettere di inviare "una certa quantità di segnale" all'unità effetti, è la soluzione migliore se vogliamo aggiungere un riverbero alla voce o se inseriamo ad esempio un ping-pong delay su un brano, inoltre possiamo utilizzare lo stesso effetto su più canali contemporaneamente.

PRE FADER: simile al post fader ma il segnale viene inviato all'unità effetti esterna indipendentemente alla posizione del fader del canale, solo in base a quanta "mandata" viene inviata tramite l'apposito potenziometro. Possiamo quindi sentire il segnale processato con l'effetto anche con il volume del brano originale completamente chiuso. Utile per creare delle intro.INSERT: il segnale del canale viene completamente sostituito dal segnale processato dall'effetto. Questa è la soluzione migliore se vogliamo utilizzare filtri, modulazioni (tipo phaser o flanger) o distorsioni.Ogni casa costuttrice offre una diversa gestione degli effetti, giusto per dare un'idea sui club mixer più noti: il sistema pre/post fader è in uso su Allen&Heath xone 92 - xone 62 - xone 4D, Ecler Nuo2.0 - Nuo3.0 - Nuo4.0, il sistema insert è invece quello utilizzato da Allen&Heath xone42 - xone22, Pioneer djm700 - djm800 - djm2000, Ecler Evo4 e da alcuni mixer Denon. In realtà Denon offre spesso la possibilità di scegliere se avere l'effetto in insert o in post fader. Per non sbagliare (perchè spesso le indicazioni della casa costruttrice sono vaghe) si consiglia di informarsi specificatamente e ancor meglio effettuare una "prova sul campo".

Oggi ci sono diversi multi-effetti esterni in commercio, i più famosi sono i Korg KP3, mini-KP, Quad, le Pioneer efx500 e efx1000 e Roland sp404 e sp505. A volte vengono anche utilizzati gli effetti software se il programma utilizzato prevede di processare un segnale esterno tramite la scheda audio (è il caso di Ableton e di alcuni VST). L'uso massiccio di mixer digitali e software dj, in genere già molto ricchi di effetti, ha diminuito l'uso dei multi-effetti esterni ma ha lanciato invece l'uso degli effetti singoli, spesso di provenienza dal mondo dei chitarristi. Questo perchè i processori integrati nei mixer e gli algoritmi nei software non soddisfano sempre i dj più esigenti che vanno quindi a selezionare uno o due effetti esterni di qualità. Per dare un'idea pratica: si utilizzano genericamente per comodità, ad esempio, alcuni degli effetti presenti in Traktor, però i filtri del software vengono scartati a favore di quello analogici o digitali presenti sul mixer e sull'effetto più usato (ad esempio il delay, molto in "voga" negli ultimi anni) si acquista un effetto esterno analogico o digitale di qualità (Boss, TC Eletronics, Moog...).
Come sempre, ponderare bene prima di scegliere!

mercoledì 24 novembre 2010

mixer


Se da una lato le normali fonti audio (lettori cd e giradischi) hanno subito l'impatto delle nuove tecnologie il mixer rimane invece un punto fermo di tutte le consolle. I lettori cd oggi leggono spesso anche le chiavette usb e hanno funzioni di controller MIDI con relativa scheda audio e anche i giradischi sono stati "upgradati" con sistemi timecode per il controllo dei file digitali, ma la loro funzione principale, quella della messa a tempo, è ad oggi, purtroppo o per fortuna, parzialmente in declino. I software permettono, come è noto a tutti, di mixare i brani perfettamente in sync senza bisogno di agire sul pitch e senza correggerne la velocità: il motore del software, e non più quello del Technics 1210, fa tutto il lavoro. Su questo argomento si potrebbero fare diverse considerazioni, e magari saranno presto affrontate in un articolo futuro...

Se le normali fonti audio possono oggi essere tranquillamente sostituite dai deck virtuali (non importa se pilotati da un controller, da un lettore cd, da un giradischi o da un semplice tasto sync) la parte di miscelazione del suono rimane invece legata ancora ai mixer tradizionali per una serie di motivi. Partiamo da un semplice presupposto: il mixer è il cuore del sistema audio e deve necessariamente "spingere" la musica, colorire il timbro del suono e gestire il routing del segnale smistando in uscita i segnali master, rec, booth, preascolti in cuffia... I software ad oggi non hanno ancora un'adeguato processamento del segnale per i gain, le equalizzazioni e i volumi e l'uscita dalle schede audio integrate nei controller non può certo essere collegata ad una impianto di amplificazione (PA). Possiamo farlo forse con un piccolo impianto per una serata fra amici, non certo in un ambiente professionale.


Ad oggi il mercato offre sostanzialemente 2 strade: mixer digitali completi di effetti e mixer analogici classici. Lasciando da parte al momento il discorso del MIDI e delle schede audio si nota come siano scomparsi, almeno nella fascia alta di prodotti, i mixer analogici dotati di effetti (Pioneer djm600, Ecler Nuo5, Denon dnx-1500 ecc).


I mixer digitali si distinguono per offrire ad un costo accettabile una vastissima gamma di funzioni con l'inserimento abbondante di loop ed effetti su più canali, mentre quelli analogici (ovviamente a parità di fascia di prodotto) regalano sicuramente un suono più coinvolgente e ricco di armoniche.
Negli ultimi anni si è spesso utilizzata la configurazione con mixer analogico insieme all'uso dei dj-software come fonti in modo da sfruttare le potenzialità del digitale ma gestendo l'audio tramite i mixer classici, spesso Allen&Heath, per dare più corposità al suono (ma anche gli Ecler serie Nuo regalano un'ottima qualità timbrica). L'altra soluzione è invece l'uso dei normali cd/usb player e poi di sfruttare le potenzialità di un mixer digitale, spesso Pioneer (anche se Denon e Ecler offrono oggi ottimi prodotti), per la parte di effettistica e personalizzazione del set.


Ovviamente fra queste 2 impostazioni "standard" ognuno ha poi trovato la soluzione ibrida più adatta al suo set e in questo discorso si può poi introdurre la possibilità di iterazione con il pc da parte del mixer stesso, sia esso analogico (xone 4D) sia digitale (Denon dnx 1700, Pioneer djm2000...). Si potrebbe considerare se possa essere conveniente avere un mixer digitale completo di effetti come il Pioneer djm800 e poi usare anche tutti gli effetti di Traktor Pro con un controller a scapito magari della qualità del suono di uscita. Risulta anche inutile usare ancora i vinili e avere poi un mixer digitale. Così come è inutile mappare i fader e l'equalizzazione di un mixer virtuale sui fader e sull'equalizzazione di un mixer professionale: tanto vale usare il canale audio del mixer stesso, visto che di solito costa non poco...

Tutte queste parole per fare un po' riflettere: è bello avere tante soluzioni, ma è inutile averne troppe e magari ridondanti. Consiglio: scegliere con calma i prodotti che servono veramente per quello che si vuole fare.

venerdì 22 ottobre 2010

Configurazione controller per i software di mixaggio

Uno dei problemi che si riscontrano più sovente con i controller per dj è la delicata questione della configurazione: le case costruttrici tendono ovviamente a minimizzare la questione e tramite pubblicità, demo e testimonial mandano il messaggio del "tutto facile, automappato e subito". Purtroppo non è così, o perlomeno non sempre.

Chi si approccia a questo nuovo tipo di tecnologia, soprattutto perchè permette di avere una serie molto ampia di funzioni e potenzialità ad un costo estremamente accessibile, deve mettere in conto che facilmente si dovrà destreggiare fra driver, upgrade, registrazioni online e configurazione MIDI. Niente di preoccupante, ma oltre ad imparare ad utilizzare le funzioni del software è necessario anche apprendere le corrette procedure per sua la configurazione.

Solitamente la procedura di automap funziona correttamente, quindi una volta installato il software incluso nella confezione e installato il driver del controller in pochi minuti si può registrare il programma di mixaggio e si avvia la procedura di autoconfigurazione.
Qua è proposta la prima parte di un tutorial per l'installazione del controller Reloop Digital Jockey venduto con Traktor Pro LE, se aprite la pagina su youtube automaticamente il filmato passarà alle parti successive:



Più in generale i punti critici delle installazioni sono sempre gli stessi: la scheda audio e i controlli MIDI. Spesso infatti possono sorgere incongruenze di compatibilità, è quindi necessario cercare ad esempio i driver aggiornati del controller per il proprio sistema operativo (Mac, Windowos XP, Vista, 7 a 32 o 64 bit...) ed imparare a importare le configurazioni MIDI. Tutti i costruttori nonchè gli sviluppatori dei software rilasciano gli aggiornamenti dei driver e le mappature preconfigurate che possono essere scaricate da internet e caricate poi sul nostro applicativo. Inoltre è anche necessario imparare ad effettuare delle modifiche a queste in base alle funzioni che utilizziamo più frequentemente sul nostro software: non sempre i controlli preconfigurati saranno completamente di nostro gradimento.

Normalmente all'acquisto del controller seguendo le indicazioni si riesce facilmente nella procedura di installazione, ma trattandosi di computer e non di hardware non c'è mai la certezza assoluta che tutto funzioni correttamente. Inoltre se si prosegue nel digital dj sicuramente nel futuro prossimo si passerà all'installazione di programmi più completi nelle funzioni rispetto a quelli proposti nel pacchetto con il controller, potremmo dover formattare il pc, vorremmo magari fare delle modifiche alle impostazioni: per questi motivi prendere confidenza con i driver, le precedure di registrazione, la configurazione della scheda audio e dei segnali MIDI è assolutamente indispensabile. Tutorial, forum, video (nella maggior parte dei casi in inglese) saranno quindi inesauribile fonte di informazioni e di risoluzione dei problemi, oltre ad utilizzare l'assistenza diretta dei distributori (di cui trovate un elenco sulla parte destra del nostro blog) che normalmente offrono un servizio di assistenza.

In questo panorama un po' confuso gli unici controller che effettivamente risultano più "user friendly" sono i prodotti concepiti completamente insieme al software con cui vengono venduti, è il caso questo dei prodotti marchiati Serato ITCH; questa software house ha infatti una filosofia particolare: tramite accordi commerciali con i costruttori dei controller di fascia alta (Vestax VCI300, Numark NS7-V7, Allen&Heath DX) una volta installato il cd e collegato il controller via USB tutto il sistema è già pronto a funzionare, con la certezza che ogni funzione del software è già mappata e pronta all'uso così come la configurazione del segnale audio. Native Instruments con la consolle S4 si sta orientando verso la stessa impostazione.


Se proprio tutti questi concetti rimangono ostici si possono prendere in considerazione anche delle alternative: il mercato di prodotti per dj offre un'ampia gamma di prodotti che non devono essere collegati ad un pc...

sabato 18 settembre 2010

mixer digitale/analogico vs controller

Spesso di fronte ai nuovi prodotti dedicati all'interfacciamento con i software c'è un po' di confusione, cerchiamo qui di fare un po' di chiarezza sulle diverse tecnologie costruttive dei mixer e affini.
Fino ad una manciata di anni fa tutti i mixer erano prettamente analogici, cioè il segnale in ingresso derivante dai lettori cd o dai giradischi entrava negli ingressi dei vari canali del mixer ed era processato da una componentistica costituita da resistenze, resistenze variabili, condensatori e induttori. Questi elementi fisici permettono di equalizzare un segnale, di gestire il gain e il volume del canale e più in generale tutto il routing audio. Ad oggi sono ancora diversi i mixer che seguono questa filosofia, fra cui citiamo i più noti Allen&Heath xone ed Ecler Nuo.


Per chiarire meglio prendiamo ad esempio ancora l'Allen&Heath xone 4D. Il 4D è a tutti gli effetti un mixer analogico benchè sia dotato di scheda audio e controller MIDI. La possibilità di collegarlo al pc viene spesso confusa come caratteristica dei mixer digitali, ma al contrario qui tutti i segnali audio, compresi quelli provenienti dalla scheda audio interna, continuano ad essere processati dagli stessi componenti descritti sopra, sugli xone anche il filtro è analogico!. Un 4D è, per fare un paragone con altri prodotti commerciali particolarmente noti, all'incirca l'unione di un Allen&Heath xone 92 + una scheda Native-Instruments Audio8DJ + 2 controller midi Native-Instruments X1. Questo tipo di componentistica, a parità di fascia di prodotto, regala generalmente un suono più caldo e ricco di armoniche.


Un mixer digitale invece campiona tramite i convertitori A/D i segnali audio provenienti dai vari ingressi, li trasforma in una serie di "1" e "0" e poi analizza i dati tramite un processore. Quindi tutti i comandi quali gain, equalizzazione, volumi ecc sono gestiti da una CPU interna, si tratta di una sorta di mini computer il cui "software" è direttamente stampato nelle schede interne dove sono salvati gli algoritmi per il processamento dei segnali. Il tutto viene poi ritrasformato in un segnale analogico da un convertitore D/A. Spesso gli ingressi e le uscite possono essere direttamente in digitale evitando così il passaggio di conversione. Questa soluzione abbatte notevolmente i costi e permette di inserire più facilmente le funzioni delle unità effetti, la possibilità di campionare porzioni dei brani o di controllare la distorsione del segnale in uscita. Il primo mixer digitale professionale è stato il Pioneer djm800.


Anche in questo caso i mixer digitali possono essere completi delle funzioni di controller MIDI e di scheda audio come i recenti Pioneer DJM2000 o Denon DNX-1700.

Passiamo ora invece alle superfici di controllo quali Numark NS7, Allen&Heath DX, Reloop Digital Jockey ecc. In questa tipologia di prodotti il segnale audio viene generato da una scheda audio presente all'interno e tutte le funzioni sono in realtà mappature tramite i segnali MIDI delle funzioni del software. Quindi quando si aziona ad esempio il potenziometro dell'equalizzazione per tagliare le basse frequenze non saranno presenti nè componenti analogici nè processori interni ma verrà semplicemente inviato un segnale di controllo MIDI e il software (Traktor, Serato ecc) si occuperà di effettuare l'operazione di taglio della frequenze a invierà poi alla scheda audio del controller il risultato finale. Tutti i controller MIDI dotati di scheda audio non hanno quindi delle funzioni proprie ma tutti i comandi vengono gestiti dal programma che state utilizzando sul computer. Questo permette ad esempio di assegnare ad un potenziometro un volume o un cutoff di un filtro a seconda della mappatura segnale midi/funzione che è stata impostata. In questi prodotti anche i possibili segnali esterni in ingresso vengono gestiti sempre tramite il campionamento della scheda audio.