Disponibile da Giugno!
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mercoledì 17 aprile 2013
Pioneer Djm 750 - Nuovo Mixer Pioneer 2013
Pioneer DJM-750 è ricco di funzioni studiate per valorizzare la propria
creatività. Il nuovo Boost Colour FX aggiunge una seconda effettazione
al Sound Colour FX in uso e permette ai DJ di controllare i parametri di
entrambi gli effetti tramite un’unica manopola. Il mixer vanta 13
effetti Beat – compresi i nuovi VINYL BRAKE e BASS GENERATOR – con una
manopola Level/Depth dedicata, per il controllo tattile del mix wet/dry.
Come il mixer DJM-850, il nuovo Pioneer DJM-750 è dotato di una scheda
audio USB incorporata che consente il trasferimento simultaneo del
segnale in ingresso e in uscita, senza alcun deterioramento della
qualità sonora. La connessione ai laptop richiede un solo cavo USB, per
il mixing istantaneo con il software DJ.
Le analogie con i mixer top di gamma Pioneer non finiscono qui. DJM-750
vanta una progettazione sonora di livello, layout intuitivo, fader ad
alte prestazioni, EQ a tre bande con kill completo e controlli MIDI.
Disponibile da Giugno!
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martedì 8 gennaio 2013
Allen&Heath xone DB4 Nuovo Firmware 2.0
I nuovi mixer digitali hanno notevolmente ampliato le possibilità creative dei dj, ma l'xone DB4 dell'Allen&Heath è l'unico prodotto che continua a essere ampliato nelle funzioni grazie al notevole impegno nello sviluppo del firmware interno da parte della casa inglese.
Nella nuova versione troviamo importanti novità:
- spatial crossover
- 2 nuovi effetti Damage
- nuova e completa gestione del routing su ogni canale
- nuova gestione dei loop tramite il controller K2
Lo spatial-crossover, tramite l'apposita pagina di configurazione, permette nell'uso professionale di eliminare le frequenze che in determinati ambienti generano riverberi o disturbi ed è editabile su entrambi i canali dell'uscita stereo
Gli effetti Damage sono ora arricchiti con 2 effetti Infrabass in grado di generare una maggiore potenza sulle basse frequenza per "spingere" i brani nel momento desiderato
Il routing del segnale può essere ora editato in modo indipendente su ogni canale del mixer. Sono presenti 3 tipologie di mandata FX (classic, hibryd e send), si può scegliere l'impostazione pre/post fader per l'inserimento dell'effetto, dove inserire l'equalizzazione del segnale come anche lo switch di attivazione dell'effetto (pre/post FX)
Il controller xone K2, tramite il collegamento Link, gestisce ora le unità di loop di ogni canale esternamente mettendo a disposizione un'ampia gamma di controlli: regolazione del dry/wet fra il segnale originale e il loop tramite i fader, accesso immediato a loop con diverse lunghezze tramite i comodi pad e selezione tramite l'encoder in alto del valore di nota. Ogni canale di controllo sul k2 corrisponde al rispettivo canale del mixer. Questa funzione unita alla possibilità del DB4 di assegnare l'ingresso audio a più canali permette di effettuare e gestire dei campionamenti da utilizzare poi insieme al brano che si sta suonando.
Sotto il video di presentazione, più esplicativo di molte parole...
Etichette:
allen heath,
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xone
martedì 11 dicembre 2012
Offerta Pioneer RMX 1000 + Steinberg
Milano, 10 dicembre 2012 - Pioneer e Steinberg, azienda leader della produzione di software per computer dedicati alla produzione musicale, hanno stretto una collaborazione senza eguali per avvicinare il mondo dj al producing e presentano DJ PRODUCER PACK, la speciale promozione dedicata a tutti gli acquirenti del software Steinberg CUBASE 7 e della remix station Pioneer RMX-1000 white.
La collaborazione si è concretizzata in occasione del lancio di CUBASE 7 che, associato a Pioneer RMX-1000, offre notevoli vantaggi per un DJ producer. RMX-1000 infatti, oltre ad essere perfetta per i DJ set, è in grado di arricchire le produzioni musicali grazie alla vasta gamma di effetti disponibili. La tecnologia VST consente di installare un plug-in sul software CUBASE 7 che permetterà di utilizzare Pioneer RMX-1000 come controller esterno per riprodurre l’effettistica sulle tracce importate nell’arranger.
Da lunedì 10 dicembre a giovedì 31 gennaio DJ PRODUCER PACK è disponibile al costo promozionale di 1169 euro esclusivamente presso i rivenditori autorizzati Pioneer e Steinberg. Anche tutti coloro che posseggono già Cubase potranno usufruire di una speciale offerta sull'acquisto degli aggiornamenti del software e della remix station Pioneer.
giovedì 10 maggio 2012
Pioneer rmx1000: recensione e video
Pioneer ha iniziato a maggio la distribuzione della nuova effettiera rmx1000, prodotto in cui è stata condensata tutta la tecnologia sviluppata per prodotti dj. Il cuore della macchina è un potentissimo bpm-engine in grado di quantizzare loop e drumkit e di gestire la sincronizzazione degli effetti.
L'rmx1000 si compone di 4 parti distinte: l'x-pad, per la gestione dei loop e campioni, una prima unità di processamento composta dai 3 superknob, l'unità finale con 10 effetti a scelta ognuno editabile con 2 diversi parametri e l'FX Release.
Tutte le caratteristicge dell'rmx1000 sono editabili e personalizzabili tramite il software in dotazione come nell'esempio riportato nell'immagine sopra.
X-PAD: nella parte bassa a sinistra si trova una piccola strip touch composta da 5 parti che può essere utilizzata per creare un loop sul segnale d'ingresso con il classico effetto roll: quando si sposta il dito da destra verso sinistra la lunghezza del loop si accorcia (i valori di nota per la lunghezza del loop e dei samples sono comunque modificabili).
La funzione principale dell'x-pad è però quella di riprodurre i drum-kit o altri suoni caricati appositamente dal dj: si può quindi selezionare tramite i 4 pulsanti una parte di batteria e "suonarla" agendo sulla strip, il suono verrà riprodotto con intervalli più o meno lunghi a seconda del punto toccato, il tutto con il supporto tecnologico di Pioneer che "ingriglia" i suoni in modo che l'esecuzione risulti sempre perfetta. Con la funzione overdub è inoltre possibile suonare un vero e proprio groove composto dalle 4 parti disponibili, questo viene poi immediatamente salvato ed è possibile aggiungere ulteriori suoni come se si agisse sullo step sequencer di una drum machines. La possibilità di importare i propri campioni rende l'rmx1000 non solo un'effettiera ma un vero e proprio strumento per l'arricchimento dei set.
Sui suoni eseguiti tramite l'x-pad è presente anche una regolazione di tonalità tramite la manopola "pitch" che permette di aggiungere un ulteriore sfumatura al pattern suonato.
3 SUPERKNOB: le 3 manopolone permettono di gestire 4 effetti diversi misti ad un'equalizzazione.
L'"isolator" è una normale equalizzazione Kill, mentre il "cut/add" è una equalizzazione con tagli molto aggressivi quando si girano le manopole verso sinistra ed inserisce un effetto di echo verso destra, molto simile ai colorFX presenti sul djm900. Il "trans/roll" invece permette i tagli dell'eq verso sinistra con l'effetto "trans"e inserisce invece un loop quando si girano le knob verso destra: più la rotazione è completa più si accorcia il loop, il tutto editabile nei bassi medi e alti. Il "gate/drive" è derivato anch'esso dall'unità colorFX del djm900, si tratta di fatto di un compressore che chiude o apre i suoni sulle singole frequenze identificate dalle superknob.
L'rmx1000 si compone di 4 parti distinte: l'x-pad, per la gestione dei loop e campioni, una prima unità di processamento composta dai 3 superknob, l'unità finale con 10 effetti a scelta ognuno editabile con 2 diversi parametri e l'FX Release.
Tutte le caratteristicge dell'rmx1000 sono editabili e personalizzabili tramite il software in dotazione come nell'esempio riportato nell'immagine sopra.
X-PAD: nella parte bassa a sinistra si trova una piccola strip touch composta da 5 parti che può essere utilizzata per creare un loop sul segnale d'ingresso con il classico effetto roll: quando si sposta il dito da destra verso sinistra la lunghezza del loop si accorcia (i valori di nota per la lunghezza del loop e dei samples sono comunque modificabili).
La funzione principale dell'x-pad è però quella di riprodurre i drum-kit o altri suoni caricati appositamente dal dj: si può quindi selezionare tramite i 4 pulsanti una parte di batteria e "suonarla" agendo sulla strip, il suono verrà riprodotto con intervalli più o meno lunghi a seconda del punto toccato, il tutto con il supporto tecnologico di Pioneer che "ingriglia" i suoni in modo che l'esecuzione risulti sempre perfetta. Con la funzione overdub è inoltre possibile suonare un vero e proprio groove composto dalle 4 parti disponibili, questo viene poi immediatamente salvato ed è possibile aggiungere ulteriori suoni come se si agisse sullo step sequencer di una drum machines. La possibilità di importare i propri campioni rende l'rmx1000 non solo un'effettiera ma un vero e proprio strumento per l'arricchimento dei set.
Sui suoni eseguiti tramite l'x-pad è presente anche una regolazione di tonalità tramite la manopola "pitch" che permette di aggiungere un ulteriore sfumatura al pattern suonato.
3 SUPERKNOB: le 3 manopolone permettono di gestire 4 effetti diversi misti ad un'equalizzazione.
L'"isolator" è una normale equalizzazione Kill, mentre il "cut/add" è una equalizzazione con tagli molto aggressivi quando si girano le manopole verso sinistra ed inserisce un effetto di echo verso destra, molto simile ai colorFX presenti sul djm900. Il "trans/roll" invece permette i tagli dell'eq verso sinistra con l'effetto "trans"e inserisce invece un loop quando si girano le knob verso destra: più la rotazione è completa più si accorcia il loop, il tutto editabile nei bassi medi e alti. Il "gate/drive" è derivato anch'esso dall'unità colorFX del djm900, si tratta di fatto di un compressore che chiude o apre i suoni sulle singole frequenze identificate dalle superknob.
FX: i suoni processati dall'x-pad e dalle superknob confluiscono nell'unità effetti vera e propria composta da 10 differenti fx ciascuno con 2 diversi parametri per personalizzare il sound. Si trovano riverberi, echi, crush, spiral, filtri e noise in differenti configurazioni studiati appositamente per la creazione di nuovi climax: la manopola centrale gestisce la mandata mentre 2 knob gestiscono i parametri che variano a seconda dell'effetto selezionato.
FX Release: ultima chicca, decisamente riuscita, è l'interruttore FX Release sulla destra con 3 diverse impostazioni per creare "stacchi" di sicuro effetto: può simulare l'arresto tipo vinile, chiudere lasciando il feedback di un echo e effettuare un back spin per simulare il "lancio" all'indietro di un disco
L'rmx1000 può essere collegata al pc per la personalizzazione completa della macchina: è possibile caricare fino a 16 campioni e editare i parametri degli effetti e i valori di nota associati ai diversi potenziometri e all'x-pad. Inoltre il plug-in in dotazione, vero e prorpio alterego virtuale del prodotto Pioneer, permette l'uso dell'rmx1000 come VST per i normali sequencer di editing musicale.
Prodotto consigliatissimo, con un ottimo rapporto qualità prezzo e che probabilmente vedremo presto in numerosi club!
martedì 20 marzo 2012
Pioneer RMX1000
Pioneer ha lanciato in questi giorni la nuova unità effetti esterni dedicata ai dj per l'esibizione live e l'editing in studio. Dai video di presentazione sembra essere un prodotto incredibilmente riuscito, con effetti dinamici, sampler sempre a tempo sul beat grazie alla funzione di quantizzazione, possibilità di editing tramite software e salvataggi su sd card. Il prodotto sarà disponibile da maggio 2012 e speriamo di avere un'anteprima al djinprogress di aprile.
Sotto il video e le specifiche rilasciate da Pioneer, presto la nostra recensione appena avremo modo di mettere il prodotto in demo nel nostro showroom.
Scene FX La manopola Scene FX permette ai DJ di arricchire o scomporre le tracce combinando dieci tipi di effetti.
La sezione superiore serve ad arricchire il brano, aggiungendo effetti come Noise, Echo e Spiral Up, mentre la sezione inferiore consente di frammentarlo, tagliando i suoni con effetti quali Crush Echo, Spiral Down e Reverb Down.
Ruotando la manopola centrale è possibile passare da Wet a Dry, per aggiungere pitch e intensità all'effetto in uso.
Inoltre, due manopole per il controllo dei sub-parametri consentono ai DJ di manipolare le impostazioni Time e Resonance, per dare più carattere alla musica.
Isolator FX
Mutuati dal mixer high-end DJM-1000 di Pioneer, gli isolatori dell'RMX-1000 permettono di cambiare il ritmo e il timbro dell'ingresso audio principale, utilizzando le bande di frequenza alta, media e bassa.
Inoltre, nelle manopole sono integrati tre effetti, per una flessibilità ancora maggiore: Cut/Add, Trans/Roll e Gate/Drive.
X-Pad – con l'esclusivo Pitch control
I DJ non vedranno l'ora di mettere le mani sull'intuitivo X-Pad della remix station RMX-1000. Innovazione del mixer top di gamma di Pioneer, il DJM-900nexus, la barra X-Pad sensibile al tatto porta l'RMX-1000 a nuovi livelli di ingegnosità tecnologica.
I DJ potranno accedere all'istante ai campionamenti di strumenti a percussione premendo gli appositi pulsanti (Kick, Snare, Clap e Hi-Hat), o servendosi dell'X-Pad per ripetere i campionamenti a diverse velocità.
I DJ potranno registrare istantaneamente i propri beat e mix premendo Overdub, e servendosi poi delle funzioni Roll e Mute per manipolare ciascun campionamento in una varietà di straordinarie combinazioni.
La funzione Quantize aggancia ogni colpetto dato sui pad di campionamento alla battuta più vicina, in modo che i DJ siano sempre a tempo.
E per esibizioni davvero mozzafiato, i DJ potranno aggiungere fino a 16 campionamenti, selezionati dai quattro banchi, da avviare istantaneamente e manipolare durante la performance dal vivo.
Per un'impareggiabile flessibilità nel corso dell'esibizione, i DJ possono editare i banchi di campionamento tramite il software remixbox e addirittura alterarli durante la riproduzione.
E come se questo non bastasse, l'esclusiva manopola Pitch dell'RMX-1000 modifica il pitch della traccia, per conferire ancora più carattere a ciascun beat ripetuto.
Release FX
Una vera e propria bacchetta magica per i DJ, la funzione Release FX permette di uscire con eleganza e senza soluzione di continuità da complesse combinazioni di effetti, per ritornare alla traccia originale.
Tre modalità, con tre velocità personalizzabili – Spin Back, Echo e Break – consentono ai DJ di scegliere esattamente in che modo intendono tornare alla riproduzione normale.
Per una flessibilità ancora più accentuata, i DJ non saranno tenuti ad uscire totalmente dall'effetto attivato: potranno, infatti, uscire solo parzialmente e quindi reinserirvisi affidandosi all'estrema sensibilità dell'interruttore Release. Altrimenti, potranno escludere completamente la traccia originale, di modo che siano udibili solo gli effetti in uso.
Completamente personalizzabile grazie al software remixbox progettato su misura
Realizzato da Pioneer esclusivamente per l'unità RMX-1000, il software remixbox permette ai DJ di preparare set strepitosi, e di conseguenza, di sbizzarrirsi durante l'esibizione, gustando appieno la grande libertà creativa offerta dall'hardware.
I DJ potranno usare il software per modificare le funzioni dell'unità e cambiare i parametri, per un'esperienza di DJing davvero personalizzata. Spostando il mouse sulla versione virtuale dell'RMX-1000 riprodotta dal software remixbox, i DJ potranno modificare le funzionalità e i parametri, o regolare gli effetti sull'hardware stesso.
Primo controller dedicato ai DJ per unità audio/VST (Virtual Studio Technology)
Come primo controller VST/AU pensato per l'industria DJ, l'RMX-1000 porta in studio di registrazione un hardware di grande funzionalità.
Collegando semplicemente l'unità a un laptop, DJ e produttori potranno sfruttare i controlli dedicati dell'RMX-1000 per gestire le straordinarie funzioni VST/AU.
Non c'è più bisogno di armeggiare con mouse e tastiera: basterà premere un pulsante o ruotare una manopola e i produttori avranno letteralmente sotto mano qualsiasi effetto, grazie all'RMX-1000.
Sotto il video e le specifiche rilasciate da Pioneer, presto la nostra recensione appena avremo modo di mettere il prodotto in demo nel nostro showroom.
Scene FX La manopola Scene FX permette ai DJ di arricchire o scomporre le tracce combinando dieci tipi di effetti.
La sezione superiore serve ad arricchire il brano, aggiungendo effetti come Noise, Echo e Spiral Up, mentre la sezione inferiore consente di frammentarlo, tagliando i suoni con effetti quali Crush Echo, Spiral Down e Reverb Down.
Ruotando la manopola centrale è possibile passare da Wet a Dry, per aggiungere pitch e intensità all'effetto in uso.
Inoltre, due manopole per il controllo dei sub-parametri consentono ai DJ di manipolare le impostazioni Time e Resonance, per dare più carattere alla musica.
Isolator FX
Mutuati dal mixer high-end DJM-1000 di Pioneer, gli isolatori dell'RMX-1000 permettono di cambiare il ritmo e il timbro dell'ingresso audio principale, utilizzando le bande di frequenza alta, media e bassa.
Inoltre, nelle manopole sono integrati tre effetti, per una flessibilità ancora maggiore: Cut/Add, Trans/Roll e Gate/Drive.
X-Pad – con l'esclusivo Pitch control
I DJ non vedranno l'ora di mettere le mani sull'intuitivo X-Pad della remix station RMX-1000. Innovazione del mixer top di gamma di Pioneer, il DJM-900nexus, la barra X-Pad sensibile al tatto porta l'RMX-1000 a nuovi livelli di ingegnosità tecnologica.
I DJ potranno accedere all'istante ai campionamenti di strumenti a percussione premendo gli appositi pulsanti (Kick, Snare, Clap e Hi-Hat), o servendosi dell'X-Pad per ripetere i campionamenti a diverse velocità.
I DJ potranno registrare istantaneamente i propri beat e mix premendo Overdub, e servendosi poi delle funzioni Roll e Mute per manipolare ciascun campionamento in una varietà di straordinarie combinazioni.
La funzione Quantize aggancia ogni colpetto dato sui pad di campionamento alla battuta più vicina, in modo che i DJ siano sempre a tempo.
E per esibizioni davvero mozzafiato, i DJ potranno aggiungere fino a 16 campionamenti, selezionati dai quattro banchi, da avviare istantaneamente e manipolare durante la performance dal vivo.
Per un'impareggiabile flessibilità nel corso dell'esibizione, i DJ possono editare i banchi di campionamento tramite il software remixbox e addirittura alterarli durante la riproduzione.
E come se questo non bastasse, l'esclusiva manopola Pitch dell'RMX-1000 modifica il pitch della traccia, per conferire ancora più carattere a ciascun beat ripetuto.
Release FX
Una vera e propria bacchetta magica per i DJ, la funzione Release FX permette di uscire con eleganza e senza soluzione di continuità da complesse combinazioni di effetti, per ritornare alla traccia originale.
Tre modalità, con tre velocità personalizzabili – Spin Back, Echo e Break – consentono ai DJ di scegliere esattamente in che modo intendono tornare alla riproduzione normale.
Per una flessibilità ancora più accentuata, i DJ non saranno tenuti ad uscire totalmente dall'effetto attivato: potranno, infatti, uscire solo parzialmente e quindi reinserirvisi affidandosi all'estrema sensibilità dell'interruttore Release. Altrimenti, potranno escludere completamente la traccia originale, di modo che siano udibili solo gli effetti in uso.
Completamente personalizzabile grazie al software remixbox progettato su misura
Realizzato da Pioneer esclusivamente per l'unità RMX-1000, il software remixbox permette ai DJ di preparare set strepitosi, e di conseguenza, di sbizzarrirsi durante l'esibizione, gustando appieno la grande libertà creativa offerta dall'hardware.
I DJ potranno usare il software per modificare le funzioni dell'unità e cambiare i parametri, per un'esperienza di DJing davvero personalizzata. Spostando il mouse sulla versione virtuale dell'RMX-1000 riprodotta dal software remixbox, i DJ potranno modificare le funzionalità e i parametri, o regolare gli effetti sull'hardware stesso.
Primo controller dedicato ai DJ per unità audio/VST (Virtual Studio Technology)
Come primo controller VST/AU pensato per l'industria DJ, l'RMX-1000 porta in studio di registrazione un hardware di grande funzionalità.
Collegando semplicemente l'unità a un laptop, DJ e produttori potranno sfruttare i controlli dedicati dell'RMX-1000 per gestire le straordinarie funzioni VST/AU.
Non c'è più bisogno di armeggiare con mouse e tastiera: basterà premere un pulsante o ruotare una manopola e i produttori avranno letteralmente sotto mano qualsiasi effetto, grazie all'RMX-1000.
mercoledì 2 febbraio 2011
Tutorial: effetti esterni
Molti dj spesso utilizzano unità effetti esterne per la personalizzazione dei loro set. Le unità effetti, in generale, processano un segnale in ingresso restituendo in uscita il suono modificato per mezzo di delay, echi, riverberi, filtri, distorsori, modulatori ecc ecc spesso editabili nei relativi parametri di controllo, possono essere equipaggiate anche di altre funzioni (unità di loop, campionatori), permettono la miscelazione fra l'intensità dell'effetto e il segnale originale e la gestione dei gain. In questo post si vuole approfondire non tanto le differenze fra i vari prodotti ma piuttosto come gestire gli effetti che non sono già integrati nel software o nel mixer. Quando si acquista un'unità esterna ci si trova con "sto coso" in mano, si ha voglia di iniziare subito a smanettare ma... dove e come si monta??
L'impostazione base è di montarla sull'uscita master del mixer e di collegare poi l'uscita dell'effetto alle casse audio. Questa configurazione ha 2 grossi inconvenienti: primo non si può assegnare l'effetto al singolo canale del mixer ma si può solo processare genericamente il segnale di uscita, secondo può essere adatta in un ambiente domestico con lo stereo di casa ma non può essere assolutamente utilizzata su un impianto superiore in quanto non si ha nessun controllo sulla distorsione e sui picchi di segnale.
Il metodo più corretto è di utilizzare le mandate (e ritorni) effetti dei mixer: tramite l'uscita "send" il segnale viene inviato all'effetto che dopo averlo processato lo rispedisce al mixer nell'ingresso "return". Il mixer gestisce il routing del segnale permettendo l'assegnazione dell'effetto a ogni singolo canale tramite appositi potenziometri o pulsanti . Ovviamente bisogna avere un mixer dj con tali caratteristiche, quindi è necessario valutare anche questo tipo di aspetto quando si sceglie un mixer, che sia analogico o digitale. Ogni mixer gestisce in modo diverso le unità effetti esterne, quindi se si è interessati a questa caratteristica e bene informarsi in modo preciso prima dell'acquisto. Su alcuni prodotti il segnale processato viene semplicemente aggiunto a quello originale (quindi la "mandata" massima dell'effetto sarà al 50%) rendendo inutile l'uso delle modulazioni o dei filtri (segnale originale + segnale filtrato= segnale originale con leggera risonanza), altri invece lo sostituiscono completamente rendendo meno intuitivo l'uso dei delay e dei riverberi.

Le tipologie di mandate effetti sono 3: post fader, pre fader, insert.
POST FADER: l'effetto viene sommato al segnale del canale solo se il volume è alzato, solitamente si trova un potenziometro (a volte un pulsante) su ogni canale per permettere di inviare "una certa quantità di segnale" all'unità effetti, è la soluzione migliore se vogliamo aggiungere un riverbero alla voce o se inseriamo ad esempio un ping-pong delay su un brano, inoltre possiamo utilizzare lo stesso effetto su più canali contemporaneamente.
PRE FADER: simile al post fader ma il segnale viene inviato all'unità effetti esterna indipendentemente alla posizione del fader del canale, solo in base a quanta "mandata" viene inviata tramite l'apposito potenziometro. Possiamo quindi sentire il segnale processato con l'effetto anche con il volume del brano originale completamente chiuso. Utile per creare delle intro.
INSERT: il segnale del canale viene completamente sostituito dal segnale processato dall'effetto. Questa è la soluzione migliore se vogliamo utilizzare filtri, modulazioni (tipo phaser o flanger) o distorsioni.
Ogni casa costuttrice offre una diversa gestione degli effetti, giusto per dare un'idea sui club mixer più noti: il sistema pre/post fader è in uso su Allen&Heath xone 92 - xone 62 - xone 4D, Ecler Nuo2.0 - Nuo3.0 - Nuo4.0, il sistema insert è invece quello utilizzato da Allen&Heath xone42 - xone22, Pioneer djm700 - djm800 - djm2000, Ecler Evo4 e da alcuni mixer Denon. In realtà Denon offre spesso la possibilità di scegliere se avere l'effetto in insert o in post fader. Per non sbagliare (perchè spesso le indicazioni della casa costruttrice sono vaghe) si consiglia di informarsi specificatamente e ancor meglio effettuare una "prova sul campo".
Oggi ci sono diversi multi-effetti esterni in commercio, i più famosi sono i Korg KP3, mini-KP, Quad, le Pioneer efx500 e efx1000 e Roland sp404 e sp505. A volte vengono anche utilizzati gli effetti software se il programma utilizzato prevede di processare un segnale esterno tramite la scheda audio (è il caso di Ableton e di alcuni VST). L'uso massiccio di mixer digitali e software dj, in genere già molto ricchi di effetti, ha diminuito l'uso dei multi-effetti esterni ma ha lanciato invece l'uso degli effetti singoli, spesso di provenienza dal mondo dei chitarristi. Questo perchè i processori integrati nei mixer e gli algoritmi nei software non soddisfano sempre i dj più esigenti che vanno quindi a selezionare uno o due effetti esterni di qualità. Per dare un'idea pratica: si utilizzano genericamente per comodità, ad esempio, alcuni degli effetti presenti in Traktor, però i filtri del software vengono scartati a favore di quello analogici o digitali presenti sul mixer e sull'effetto più usato (ad esempio il delay, molto in "voga" negli ultimi anni) si acquista un effetto esterno analogico o digitale di qualità (Boss, TC Eletronics, Moog...).
Come sempre, ponderare bene prima di scegliere!

L'impostazione base è di montarla sull'uscita master del mixer e di collegare poi l'uscita dell'effetto alle casse audio. Questa configurazione ha 2 grossi inconvenienti: primo non si può assegnare l'effetto al singolo canale del mixer ma si può solo processare genericamente il segnale di uscita, secondo può essere adatta in un ambiente domestico con lo stereo di casa ma non può essere assolutamente utilizzata su un impianto superiore in quanto non si ha nessun controllo sulla distorsione e sui picchi di segnale.
Il metodo più corretto è di utilizzare le mandate (e ritorni) effetti dei mixer: tramite l'uscita "send" il segnale viene inviato all'effetto che dopo averlo processato lo rispedisce al mixer nell'ingresso "return". Il mixer gestisce il routing del segnale permettendo l'assegnazione dell'effetto a ogni singolo canale tramite appositi potenziometri o pulsanti . Ovviamente bisogna avere un mixer dj con tali caratteristiche, quindi è necessario valutare anche questo tipo di aspetto quando si sceglie un mixer, che sia analogico o digitale. Ogni mixer gestisce in modo diverso le unità effetti esterne, quindi se si è interessati a questa caratteristica e bene informarsi in modo preciso prima dell'acquisto. Su alcuni prodotti il segnale processato viene semplicemente aggiunto a quello originale (quindi la "mandata" massima dell'effetto sarà al 50%) rendendo inutile l'uso delle modulazioni o dei filtri (segnale originale + segnale filtrato= segnale originale con leggera risonanza), altri invece lo sostituiscono completamente rendendo meno intuitivo l'uso dei delay e dei riverberi.
Le tipologie di mandate effetti sono 3: post fader, pre fader, insert.
POST FADER: l'effetto viene sommato al segnale del canale solo se il volume è alzato, solitamente si trova un potenziometro (a volte un pulsante) su ogni canale per permettere di inviare "una certa quantità di segnale" all'unità effetti, è la soluzione migliore se vogliamo aggiungere un riverbero alla voce o se inseriamo ad esempio un ping-pong delay su un brano, inoltre possiamo utilizzare lo stesso effetto su più canali contemporaneamente.
PRE FADER: simile al post fader ma il segnale viene inviato all'unità effetti esterna indipendentemente alla posizione del fader del canale, solo in base a quanta "mandata" viene inviata tramite l'apposito potenziometro. Possiamo quindi sentire il segnale processato con l'effetto anche con il volume del brano originale completamente chiuso. Utile per creare delle intro.
INSERT: il segnale del canale viene completamente sostituito dal segnale processato dall'effetto. Questa è la soluzione migliore se vogliamo utilizzare filtri, modulazioni (tipo phaser o flanger) o distorsioni.
Ogni casa costuttrice offre una diversa gestione degli effetti, giusto per dare un'idea sui club mixer più noti: il sistema pre/post fader è in uso su Allen&Heath xone 92 - xone 62 - xone 4D, Ecler Nuo2.0 - Nuo3.0 - Nuo4.0, il sistema insert è invece quello utilizzato da Allen&Heath xone42 - xone22, Pioneer djm700 - djm800 - djm2000, Ecler Evo4 e da alcuni mixer Denon. In realtà Denon offre spesso la possibilità di scegliere se avere l'effetto in insert o in post fader. Per non sbagliare (perchè spesso le indicazioni della casa costruttrice sono vaghe) si consiglia di informarsi specificatamente e ancor meglio effettuare una "prova sul campo".
Oggi ci sono diversi multi-effetti esterni in commercio, i più famosi sono i Korg KP3, mini-KP, Quad, le Pioneer efx500 e efx1000 e Roland sp404 e sp505. A volte vengono anche utilizzati gli effetti software se il programma utilizzato prevede di processare un segnale esterno tramite la scheda audio (è il caso di Ableton e di alcuni VST). L'uso massiccio di mixer digitali e software dj, in genere già molto ricchi di effetti, ha diminuito l'uso dei multi-effetti esterni ma ha lanciato invece l'uso degli effetti singoli, spesso di provenienza dal mondo dei chitarristi. Questo perchè i processori integrati nei mixer e gli algoritmi nei software non soddisfano sempre i dj più esigenti che vanno quindi a selezionare uno o due effetti esterni di qualità. Per dare un'idea pratica: si utilizzano genericamente per comodità, ad esempio, alcuni degli effetti presenti in Traktor, però i filtri del software vengono scartati a favore di quello analogici o digitali presenti sul mixer e sull'effetto più usato (ad esempio il delay, molto in "voga" negli ultimi anni) si acquista un effetto esterno analogico o digitale di qualità (Boss, TC Eletronics, Moog...). Come sempre, ponderare bene prima di scegliere!

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